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Congresso Latino Americano di Edc

Congresso Latino Americano di Edc: nel dialogo fra la prima e la seconda generazione di imprenditori Edc, viene in evidenza la "Vita" che in questi 18 anni è cresciuta "senza fare rumore"

Sono una realtà le "Aziende di Comunione"

Il Congresso Latino Americano di Edc si è svolto dal 24 al 26 aprile scorsi nella "Mariapoli EdC_Latinoamericano_2009_present._EdCLia", 250 km ad ovest della cittá di Buenos Aires (Argentina) nel cuore della “pampa umida”, una delle pianure più estese e fertili del mondo. In questo periodo le tonalità multicolori dell’autunno donano a questa zona un incanto particolare.

286 i partecipanti: imprenditori, studiosi, impiegati, fornitori, clienti, consulenti, studenti. Di  questi 237 erano argentini mentre 49 provenivano da: Cile, Paraguay, Uruguay, Bolivia, Peru, Ecuador, Messico, Brasile. Questa “presenza latinoamericana” è stata uno  dei punti di forza del Congresso.

Hugo Marroquín Rivera, economista di Lima, Perù ci ha scritto: “Certamente le parole non riescono ad EdC_2009_salaesprimere l’esperienza che abbiamo vissuto: il sorriso sereno delle persone, l’entusiasmo crescente dei giovani che testimoniavano le proprie esperienze nei diversi forum, l’organizzazione ben riuscita delle attività, il coordinamento dei diversi momenti, la bellezza del paesaggio, la gioiosa dinamica di partecipazione dei presenti, le diverse aziende presenti che hanno dato la propria testimonianza, i numerosi dialoghi di diverso tipo, tra molti altri eventi che hanno composto l’ unitá di questo congresso…

EdC_2009_conclusionI contributi di Cristina Calvo e Luca Crivelli della Commissione Internazionale EdC sono stati molto apprezzati; in particolare Cristina Calvo ha introdotto il panel su i poveri e la povertà mentre Luca Crivelli oltre a contribuire con un tema sul lavoro, ha tirato le conclusioni del Congresso. La loro presenza ha permesso di allargare lo sguardo su tutta la realtà di EdC e, tramite i loro interventi, i presenti hanno potuto partecipare di alcuni sviluppi della teoria economica nati dalla vita di EdC.

La testimonianza di Don Renato Chiera e della sua collaboratrice Lucia, che da anni lavorano EdC_2009_Sobre_la_pobrezacon i ragazzi di strada di Recife (Brasile), ha fatto capire che non si può più parlare di ‘poveri’ come se si trattasse di una categoría di persone diversa da noi, ma che fra noi ci sono ‘figli’ che, non avendo sperimentato l’amore, non sanno di essere tali e noi forse possiamo chiamarli semplicemente ‘fratelli’ e ‘sorelle’.

Il congresso si è sviluppato in sei forum tematici che hanno dato a tutti l’opportunità di partecipare attivamente scambiando idee ed esperienze sui diversi temi.

Attorno al salone principale molte aziende EdC argentine ed uruguaiane hanno esposto i propri prodotti in veri e propri stand: formaggi, cosmetici, servizi immobiliari, materiali di costruzione, ferramenta, falegnameria, turismo, lavori in ferro, coltivazione di piccole piante (ortaggi), corsi di lingue, abbigliamento, ecc. Negli stand erano presenti gli imprenditori e i dipendenti delle varie aziende, e questo ha fatto si che l’expo sia stata uno spazio privilegiato per stabilire rapporti e conoscersi.

Alcuni imprenditori hanno partecipato al congresso con molti dei propri dipendenti e questo ci EdC_2009_Historia_EdC_Argè sembrato significativo: in quest’anno in cui EdC compie 18 anni, sembra sia avvenuto un passaggio nuovo: se prima avevamo a che fare con “imprenditori di comunione” ora sembra si possa iniziare a parlare di “aziende di comunione” nelle quali la “comunione” appunto è la categoria che impregna tutta la realtà dell’ azienda sia nei suoi rapporti verso l’interno che verso l’esterno.

Il Congresso ha rappresentato un momento di fioritura, nel quale si è resa visibile tutta la «vita» EdC_2009_con_Per_Mxico_Ecuador_Paraguayche in questi anni è cresciuta senza che quasi ce ne rendessimo conto, senza fare rumore. Vita che si è trasmessa ora alle nuove generazioni. Abbiamo preso coscienza dei doni ricevuti e della strada percorsa. Abbiamo sperimentato la realtá d’un corpo con una cultura economica comune che si esprimeva in diversi modi. Si vedeva un popolo. Abbiamo goduto della gioia di condividere sia con coloro con i quali da anni andiamo avanti insieme che con gli ultimi arrivati. Tutti i momenti erano buoni per trovarsi, i dopo cena si prolungavanno in vivi, allegri e variopinti gruppetti, al bar o nel parco anche molto oltre la mezza notte.

Le impressioni pervenute dai partecipanti, danno un’idea della realtà vissuta durante il congresso. Ne riportiamo alcune:

« Vi posso dire che quello che ha trasformato la mia vita è stato capire che l’EdC non è una teoria, ma uno STILE DI VITA che s’ incarna giorno dopo giorno nelle piccole decisioni che prendiamo in ogni momento. Penso che questi giorni sono stati un dono per l’ anima e la gioia che sperimento nel lavoro è che posso vivere la EdC nella banca. Questo è veramente bello !!! » Alejandra (Santiago.Cile)

« La nostra società è molto ferita, siamo molto feriti. Abbiamo molto risentimento dentro, troppa insoddisfazione e questo ci fa essere ipercritici, ci fa perdere la fiducia. Tante volte siamo stati truffati e delusi! Si fa fatica a credere. Cerchiamo di mettere buona volontà ma non basta. Non basta la tenacità, ci vuole la grazia, ci vogliono gli altri. E voi li avete, avete un gruppo di gente entusiata, fiduciosa, decisa (…). Mi avete fatto ricordare che dobbiamo arrivare alla ‘seconda innocenza’. Credo che l’espressione sia di Nietzsche, ma l’ho ritrovata anche in Ricoeur. La prima innocenza è ingenutità. Può essere anche ideología perche manca l’elemento della critica e dell’autocritica. La prima innocenza può essere terribile. Ci vuole la critica. Ma con la critica da sola siamo a metá strada ed una strada a metá non porta da nessuna parte ed è meglio non averla incominciata. La strada della ragione pura ci lascia disorientati. Il difficile è arrivare alla ‘seconda innocenza’. E’ la sapienza di chi è capace di ‘farsi come bambino’, di quello che vede con gli occhi della fede. Di quello che vede il possibile (ma che ancora non è). Ebbene, credo che sia qualcosa di questo che ho trovato, una comunità di persone con fede, che ha il coraggio di fare ‘pazzie’ perche vede quello che gli altri non vedono. C’è ancora molta strada per percorrere, perche dobbiammo arrivare alla seconda innocenza… e penso che questa si acquisti con gli anni, la maturità e la grazia di Dio. Ma quello dell’ altro giorno è stato un ‘flash’ come dicono i bambini. Un piccolo Tabor che ci fa vedere la meta. Voglio ringraziarvi anche per essere stati strumenti di Dio.” Octavio Groppa (Economista-Teologo, Buenos Aires-Argentina).

“Si, si può vivere amando, si, si puó cambiare il nostro agire economico, si, si può costruire più d’ una città, si, si può illuminare il mondo. D’altra parte, dialogando con tanti di noi mi sono reso conto che siamo arrivati a questo congresso affamati di cose concrete. In questa ottica le esperienze condivise, le riflessioni presentate, hanno contribuito a fare sentire l’attualità di EdC. EdC che è un “progetto” e, come tale, sta imparando da se stessa ed ha ancora molto da scrivere nel futuro, è come se fosse un essere vivo che dobbiamo alimentare. Chiara Lubich ci ha fatto vedere la direzione da prendere: adesso tocca a tutti noi capire come “costruire” e farlo! Questoè il nostro appuntamento con la storia”.
Francisco Albornoz (Gestione aziendale, Punta Arenas-Cile)

“Per me questo incontro è stata una trasformazione. E’ andato aldilà del previsto. Immaginare veramente un modello economico fondato sulla gratuità e sulla generosità. Fino ad oggi pensavo che  che questo fosse possibile. Il congresso mi ha convinto del fatto che non solo è possibile ma che è già una realtà. Fino ad oggi avevo fede ma è stata tale la forza delle testimonianze che la fede si è trasformata in certezza. Fino ad oggi avevo la teoria e la mia esperienza, ora ho l’esperienza comunitaria di tutto un gruppo, un corpo impegnato nella stessa filosofia cioè in un nuovo modo di pensare, un nuovo modo di sentire, un nuovo modo di fare le cose. E`stato come un grande concerto dove tutti gli orchestrali leggevano la stessa partitura pur suonando strumenti diversi: ho potuto vedere anche la diversità dei doni di fronte allo stesso obiettivo. Quando sono salito sul pullman per tornare a Buenos Aires ho avuto l’impressione che fosse trascorso molto tempo anche se erano passati soltando tre giorni. Credo che fosse il fatto di avere avuto presenti in sala tante generazioni, giovani, adulti e molti come me all’ inizio di una nuova maturità. Mi sono ricordato del passaggio del Vangelo dove Gesù racconto la parabola degli operai che arrivano a lavorare in diverse ore della giornata ma alla fine ricevono tutti lo stesso stipendio. E`stato bello vedere i pioneri del progetto EdC in Argentina accanto ai giovani che si loroaffiancavano per continuare ad andare avanti”. Galo Pozo (Economista, Consulente, QuitoEcuador).

Sono convinta che EdC non sia soltando un paradigma per gli imprenditori ma risponda ad un paradigma culturale perchè guarisce il tessuto sociale e da lì riscopre il disegno di Dio su ogni cultura. Grazie!!!”  María Inés Silvestro (Professoresa, Salta-Argentina)

Il 26 Aprile Luca Crivelli ha concluso il Congresso esprimendo in cinque punti quello che era stato per lui e facendone una sintesi molto riuscita. (vedi Conclusioni di Luca Crivelli)

Ci si è lasciati dandosi una serie di appuntamenti per il prossimo futuro. Il primo di questi è un incontro per imprenditori per il 18 e 19 luglio, in Bolivia a La Paz; a seguire dal 12 al 14 settembre 2009 in Argentina ci si incontrerà a Rosario-Paraná; è in preparazione un incontro a novembre in Equador, mentre è già fissato il prossimo Congresso Argentino dal 23 al 25 aprile 2010 sempre nella Mariapoli Lia.

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