ARCHIVIO ARTICOLI

Lingua: ITALIANO

Torino: al via il progetto "Spazio Fratto Tempo"

Un innovativo progetto di avviamento al lavoro dei giovani vede coinvolti a Torino vari soggetti fra cui le realtà salesiane, SEC e AIPEC

Spazio fratto tempo 2 ridLa Scuola di Economia Civile ha dato vita, insieme al CNOS-FAP Regione Piemonte, alla Pastorale Giovanile (attraverso la sua associazione AGS per il territorio), al CIOFS-FP delle Figlie di Maria Ausiliatrice, all’ENAIP, all’università IUSTO, ad alcune piccole medie aziende ed ad AIPEC un progetto singolare, dove economia e educazione iniziano ad andare a braccetto.

Ne parliamo con Don Stefano Mondin, delegato per la pastorale giovanile di Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania.

Don Stefano, da dove nasce questo progetto e quali sono i suoi obiettivi?

Il progetto “SPAZIO FRATTO TEMPO. Luoghi di lavoro, percorsi di crescita” nasce dalla risposta ad un bando della Compagnia di San Paolo che promuoveva delle azioni a cavallo tra il collocamento lavorativo di giovani di fasce molto svantaggiate e azioni innovative di tipo educativo e di accompagnamento ai giovani inseriti nel mondo del lavoro. Era da tempo che la Pastorale Giovanile lavorava su alcuni progetti con il Logo SEC scrittaCnos-FAP sede regionale del Piemonte e così abbiamo provato ad imbastire una rete che fosse significativa sull’area metropolitana della Città di Torino coinvolgendo partner importanti della formazione professionale, dell’università, delle aziende, dell’associazionismo aziendale e la Scuola di Economia Civile. La sfida per noi è di istituire una nuova figura educativa di accompagnamento per i ragazzi che si affacciano al mondo del lavoro, non solo un tutor che “trova il luogo dove effettuare il tirocinio o lo stage” ma una figura che accompagna da un punto di vista educativo il tempo/lavoro del giovane e anche l’azienda che lo ospita. Spesso abbiamo a che fare con ragazzi bravi da un punto di vista delle competenze pratiche ma ancora fragili nelle competenze trasversali, è qui che vorremmo agire, sostenendoli e ponendo le basi per un significativo rinforzo educativo. Per poter fare questo, un altro importante obiettivo del progetto è la costruzione di un percorso per la formazione dei formatori, insieme ad AIPEC e la Scuola di Economia Civile oltre che un percorso di sostegno ed implemento degli stessi ragazzi. Con IUSTO si sta predisponendo una ricerca sui bisogni delle aziende che, per il nostro territorio piemontese, si tratta di piccole/medie aziende che accolgono i ragazzi spesso per periodi piuttosto lunghi dovendo offrire loro un accompagnamento al lavoro ma anche educativo. Ci stiamo interrogando su come aiutare non solo i ragazzi ma anche le imprese ad accogliere e rendere positivo l’impatto col mondo del lavoro.

Come mai una partnership con la scuola di economia civile?

Logo AIPEC 2ridLa partnership con SEC per due motivi: per la forte competenza in merito alle tematiche che vorremmo trasferire a formatori, educatori, docenti ed ai ragazzi stessi e per la filosofia dell’uomo/ragazzo al centro di un processo lavorativo dove l’accoglienza, l’educazione, l’ambiente che crea appartenenza costituiscono sani principi per un giovane che si affaccia al mondo del lavoro non solo come luogo di profitto ma principalmente come luogo di relazioni positive e generative.

La conoscenza con SEC ed AIPEC nasce da un convegno intitolato “Spaziofrattotempo” che ci aveva fatti incrociare sulla tematica dell’uomo al centro del lavoro. Al convegno erano intervenuti Sr. Alessandra Smerilli e alcuni imprenditori. Il progetto presentato a Compagnia di San Paolo ricalca lo stesso titolo proprio a sottolineare un incontro che ha generato molto pensiero sul lavoro e sui ragazzi, soprattutto quelli più affaticati, con povertà culturali che, a volte, non permettono di guardare in alto … come invece insegnava don Bosco che stipulò il primo contratto di apprendistato.

Come si svilupperà concretamente il progetto? Chi coinvolgerà?

Il progetto dovrà collocare 185 giovani in un anno in una fascia di fragilità abbastanza alta. Ai giovani verrà proposto un percorso formativo professionale, un rinforzo alle soft skills, il riconoscimento di alcuni percorsi formativi inerenti il lavoro e la sicurezza e l’inserimento lavorativo o in tirocinio per almeno quattro mesi, nella speranza che sfoci in contratto di lavoro. Questa è la condizione per il finanziamento che permetterà le altre azioni progettuali ossia la formazione dei formatori ed educatori insieme, la ricerca dell’università sui bisogni delle aziende non in termini solo quantitativi ma soprattutto qualitativi e di bisogni reali e soprattutto lo studio della nuova figura educativa di accompagnamento.

Image

ARCHIVIO ARTICOLI

Lingua: ITALIANO

Libri, Saggi & Media

Lingua: ITALIANO

Filtro Categorie

© 2008 - 2021 Economia di Comunione (EdC) - Movimento dei Focolari
creative commons Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons . Progetto grafico: Marco Riccardi - edc@marcoriccardi.it