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Insegnanti ed Economia civile, parte la Summer School SEC

Luigino Bruni apre il primo corso di formazione di Economia Civile per Insegnanti a Martina Franca (TA): la riscoperta del paradigma dell’Economia civile e i limiti dell’Economia politica.

di Elena Manigrasso

Perché un corso per docenti di Economia Civile? Perché la funzione dell’ Economia Civile 150903 Martina Franca SS SEC Insegnanti 01 ridè quella di aprirsi al mondo, di far conoscere il bene e il bello della felicità pubblica ai docenti, ai formatori dei cittadini di domani. Così esordisce il professor Luigino Bruni nella lezione di apertura della prima Scuola di formazione di Economia Civile a Martina Franca organizzata da SEC, in collaborazione con AMEC e l’Università Cattolica del Sacro Cuore - Centro di Cultura “Giuseppe Lazzati.

Il tema della lezione del professor Bruni ha per titolo: "La riscoperta del paradigma dell’Economia civile e i limiti dell’Economia politica. Due paradigmi a confronto".

Bruni comincia ad interagire con i docenti chiedendo loro cosa significhi la parola economia civile e con quale aggettivo potrebbe essere sostituita. I docenti, subito protagonisti, nei loro bigliettini hanno scritto: felicità pubblica, comunione, futuro più equo e solidale, bene comune, non profit, sussidiarietà. “Bene”, afferma Bruni, “sono queste le parole centrali, per poter carburare una nuova economia bisogna partire da questi aggettivi e sostantivi. Per iniziare un progetto insieme c’è bisogno di una nuova cultura per una stagione di innovazione economica”. E continua: “Quanti di voi sono docenti ? Chi della scuola secondaria insegna economia? Conto  4 mani alzate, poi 8 di altre materie alcuni della scuola media di Geografia ed Educazione alla Cittadinanza. Mancano,  a quanto vedo, i docenti della scuola elementare e della scuola dell’infanzia. Sarebbe molto Logo AMEC SECinteressante avere i primi approcci con l’economia civile nella scuola dell’infanzia. È un appello che si rimanda alla prossima scuola di formazione o magari -attraverso questo appello- accoglieremo i maestri nei prossimi giorni”.

La lezione continua con la citazione dei padri della Economia Civile: Ludovico Antonio Muratori scrive il suo testo “Della pubblica felicità nel 1749”. Quindi il concetto di felicità pubblica non è una scoperta del mondo contemporaneo. Grande amico di Genovesi, Muratori  ha avuto con questi contatti epistolari purtroppo perduti; raccontare agli studenti che non esiste solo “la mano invisibile di Smith” ma che invece si possono studiare pensieri diversi con i padri della economia civile, insieme al pugliese, al leccese Palmieri, può essere un buon inizio per il cambio di paradigma. Sarebbe interessante invitare gli studenti pugliesi ad abbracciare studi per tesi finali su Giuseppe Palmieri, di Martignano, in provincia di Lecce.

Per sviluppare un dibattito con i docenti presenti, Bruni cita alcune parti del suo libro “La ferita dell’altro” e usa come metafora il combattimento di Giacobbe con l’angelo. Giacobbe vince ma è ferito. “Io ho vinto ma voglio la tua benedizione”, dice alla fine. La ferita dell’altro diventa bisogno di benedizione. Bruni racconta ancora che Stefano Zamagni gli aveva consigliato di usare anche la metafora dei due porcospini che cercano di trovare il sistema per abbracciarsi senza pungersi. E visto che siamo nel Sud, si potrebbe usare la metafora del riccio che attraversa la strada lasciandoci le penne.. o le spine. Forse insieme agli altri, o grazie al consiglio dei suoi simili… ogni riccio potrebbe salvarsi, o capire quanto tempo occorre per attraversare la strada, o la velocità con cui svolgere l’impresa. Agli uomini-riccio consigliamo di aprirsi al mondo, all’esperienza dell’altro, per costruire insieme una società senza spine, all’insegna della reciprocità.

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