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RISANA: portare la reciprocità e la comunione nella sanità

Intervista a Maria Teresa Fumi, presidente della Cooperativa Poliambulatorio RISANA

RISANA: portare la reciprocità e la comunione nella sanità

di Antonella Ferrucci

Mariateresa_FumiIl 24 ottobre scorso è stato inaugurato al Polo Lionello Bonfanti il Poliambulatorio Risana. Può raccontarci qualcosa della sua storia?
RISANA è nata nel febbraio 2008.  Conta attualmente una ventina di soci ed ha come propria specificità ed elemento fondante l’adesione al progetto di Economia di Comunione. L’attenzione agli indigenti, alla formazione, allo sviluppo della azienda e la ricerca di un modello gestionale partecipato sono i capisaldi dello statuto e dell’ azione della Cooperativa.

 

Dal 1998 uno studio dentistico situato in Incisa Valdarno ha portato professionisti legati alla Cittadella di Loppiano a più diretto contatto con la realtà locale e, grazie ad un passaparola positivo, nel giro di 10 anni i pazienti sono arrivati ad essere oltre 4.000. La possibilità di fare confluire nella nuova struttura sanitaria nel Polo Lionello Bonfanti una realtà già operante sul territorio, ha costituito per noi una base solida che ha permesso di pensare ad una nuova sede articolata: infatti il poliambulatorio occupa 420 mq situati nel primo piano del Polo Lionello.

 

Perché avete scelto il Polo Lionello Bonfanti come vostra sede?
Il Polo imprenditoriale Lionello Bonfanti, luogo di convergenza di esperienze, ideali ed aspirazioni legate all’Economia di Comunione, ci è sembrato un luogo privilegiato peRisana_04r diffondere idee, quasi come una “vetrina” che può moltiplicare l’effetto dei singoli sforzi di numerosi operatori dell’ area medica che già da tempo cercano di vivere la loro professione alla luce della fraternità, grazie ad una vissuta adesione agli ideali del Movimento dei Focolari.  Di qui l’idea di un Poliambulatorio che si propone di ‘dare spazio’ a professionisti che fanno della comunione il leit-motiv della loro azione professionale, con la possibilità di formazione, scambio di esperienze e tirocinio professionale. I principi dell’ Economia di Comunione, forniscono un supporto teorico anche sul piano economico, riguardo ai modelli di partecipazione e corresponsabilità che si intendono porre in atto. D’altra parte la cultura del dare, da cui scaturisce l’esigenza di un’ economia aperta alla solidarietà, apre ad una visione di condivisione che in ambito sanitario si declina con sfide, quali: l’accessibilità dei servizi, la qualità delle prestazioni, la visione ampia delle problematiche socio-sanitarie, nel locale e non solo, con iniziative mirate al supporto tecnico ed economico verso realtà operanti in aree di emergenza, e nei Paesi in via di sviluppo.

Prima di fare la scelta di dare vita ad un Poliambulatorio come RISANA proprio al Polo Lionello, vi siete in qualche modo confrontati con il territorio?

Certamente. Fra settembre 2006 e febbraio 2007 sono stati distribuiti oltre 1000 questionari nel bacino del Valdarno Fiorentino, per individuare le priorità espresse dal tessuto sociale rispetto alla sanità, con attenzione agli aspetti assistenziali e formativi. Le  600 famiglie che hanno risposto hanno messo in rilievo un’ estrema attenzione per un “centro” sanitario, soprattutto specialistico, situato nell’area del Comune di Incisa, giacché localmente non sono presenti realtà analoghe.  Inoltre alcuni incontri con i medici di base hanno evidenziato un atteggiamento positivo  rispetto al poliambulatorio, da parte di chi è in prima linea nella presa in carico delle esigenze sanitarie della popolazione di Incisa  Valdarno e paesi limitrofi.

Perchè avete scelto di essere una Cooperativa?
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Abbiamo individuato nella Cooperativa la forma societaria più adatta alle nostre esigenze ed alla tipologia del progetto perchè:
1.    entrare in cooperativa significa mettersi insieme, unire sforzi, lavoro, capacità, iniziative, risparmi per raggiungere uno scopo comune.
2.    A prescindere dal tipo di ruolo ricoperto, tutti i soci possono condividere uno stesso ideale o cammino culturale e sociale, nella piena partecipazione.

Cosa significa oggi, in ambito sanitario, mettere al centro la persona?

Anzitutto occorre trovare delle forme di partecipazione nella gestione dei servizi che facciano si che l’intera equipe metta la persona al centro e quindi fornisca  un’assistenza supportata da un coinvolgimento di tutto il personale. In questi anni sono stati profondi i cambiamenti nell’agire medico dovuti alla tecnologizzazione, parcellizzazione, aziendalizzazione. In tale mutato contesto, non soltanto la relazione con il paziente ma anche la interrelazione tra operatori sanitari ne hanno risentito fortemente. Noi pensiamo che sapere comunicare ed entrare in relazione con l’altro, sia esso collega, operatore sanitario, paziente o familiare è fondamentale per vivere la professione in modo rispondente alle attese dell’oggi.

Come far nascere  la “reciprocità” nel mondo della sanità?
Nel mondo della sanità la reciprocità esige umiltà culturale e desiderio di arricchire la propria visioneRisana_01 e comprensione dei fatti, anche sapendo perdere le proprie opinioni nell’interscambio con l’altro. Un simile atteggiamento può offrire all’universo variegato della medicina e, in particolare, al rapporto tra gli operatori, nuovi paradigmi per un lavoro in équipe.

Di quali strutture dispone oggi  il Poliambulatorio RISANA?

Oltre agli spazi comuni (reception, sala d’attesa, servizi) ed agli ambienti per il personale (spogliatoi, magazzino, uffici etc.), sono stati realizzati 5 studi dentistici (+ zona sterilizzazione), due locali per la fisioterapia ed altri ambienti destinati  a studi medici specialistici. Da settembre, come Poliambulatorio RISANA, abbiamo l’autorizzazione per offrire cure odontoiatriche. Come RISANA Studi Medici, ospitiamo specialisti della più varie discipline che si alternano in due ambulatori.  Sono inoltre attivi due fisioterapisti che hanno a disposizione due locali di attività oltre a una logopedista ed una psicomotricista.

Avete in progetto di ampliare i servizi per il prossimo futuro?

Si, abbiamo in mente di realizzare:
-    un servizio di radiologia e di ecografia multifunzionale
-    un servizio domiciliare, sia per quanto riguarda gli aspetti sanitari che socio-sanitari
-    un servizio che garantisca la ricerca, la qualità e la continuità di personale addetto alla cura degli anziani non autosufficienti
-    un servizio rivolto alle famiglie dei pazienti affetti da demenze
-    un servizio di trasporto sanitario.
Un altro nostro obiettivo importante è metterci in rete con tutte le realtà e associazioni che già agiscono molto proficuamente nel territorio in campo socio- sanitario.

Risana_06Avete una “carta dei valori” di RISANA? Come scegliete i vostri collaboratori?

Al fine di esplicitare i valori fondamentali che gli operatori del poliambulatorio pongono a base del proprio operato abbiamo elaborato un “patto etico”. Il documento potrà essere un criterio per includere operatori e professionisti che intendono collaborare, affinché lo stile di relazione tra i colleghi e con i pazienti sia univoco. Sono valori intesi come una direzione verso cui ognuno si impegna a tendere continuamente nei rapporti interpersonali.  Questo dinamismo presuppone una disponibilità ad essere valutato e ad autovalutarsi, ed anche a momenti di confronto, di scambio, di colloquio profondo affinché l’ambiente di lavoro sia improntato sulla relazione partecipata.

Cosa vorrebbe ancora aggiungere?

Che è nostro desiderio legare idealmente la struttura sanitaria nascente alla figura di Chiara De Los Angeles Nembrini che ha seguito i prodromi del futuro poliambulatorio lavorando nella nostra équipe. Chiara, nel settembre 2007,  ha dato la vita portando alla luce il suo quinto figlio che attendeva con gioia come nuovo dono per la sua bella famiglia. La sua accoglienza, sensibilità e l’intelligente concretezza, il sorriso aperto, la prontezza a farsi carico di ogni necessità di chi le passava accanto, rimangono in noi come una grande luce. Motto evangelico della sua vita era proprio: “e la luce risplende nelle tenebre”. Ora, proprio nell’ambiente sanitario in cui lavoriamo, vorremmo continuare a far brillare quella luce guardando ad ogni persona e ad ogni vita come un bene supremo per cui spenderci al 100%.
Non possiamo concludere senza un grazie speciale a Chiara Lubich, che nel febbraio 2008,nel suo ultimo mese di vita, mentre si trovava in ospedale, essendo venuta a conoscenza del nostro progetto ci ha incoraggiato dicendo che le aveva dato gioia la notizia della nascita di una realtà sanitaria inserita nel Polo Lionello proponendo il nome RISANA e incoraggiandoci alla realizzazione della struttura sanitaria.  La sentiamo con noi più che mai: fonte di ispirazione, coraggio,  fiducia.

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