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Messaggio dei giovani "Da San Paolo al Mondo"

Messaggio dei giovani “Da San Paolo al mondo”

L’economia del 2031 sia di comunione

da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.33 - Inserto redazionale allegato a Città Nuova n.13/14 - 2011 - luglio 2011

GiovaniAl termine dell’Assemblea 2011 dell’Economia di Comunione nella libertà i giovani partecipanti hanno lanciato un messaggio da San Paolo al mondo, a tutti coloro che sono impegnati per un diverso sistema economico più giusto e solidale.

Noi crediamo che l’economia e le imprese, devono fare proprio, a fianco dei principi di libertà e di uguaglianza, anche il principio di fraternità. Così facendo l'economia darà il suo contributo alla realizzazione della dignità della persona umana e di ogni popolo. In questo modo si riuscirà a rispondere alla domanda di senso e di felicità nascosta nel cuore di ogni donna e di ogni uomo;

CREDIAMO
Crediamo che sia possibile costruire un'economia che prende sul serio il principio di fraternità, che declinato nella sfera economica si chiama comunione, per almeno quattro ragioni:

  1. un'economia di fraternità la vediamo già nelle scelte quotidiane di comunione dei beni e di sobrietà di milioni di persone che vivono, a vari 110529_SPaolo_Giovani01_ridlivelli, la stessa spiritualità dell’unità e la stessa cultura che anima il progetto dell’EdC, la cultura del dare e della reciprocità.
  2. un'economia di fraternità la vediamo realizzata nell'esperienza delle centinaia di imprese del progetto EdC,  che nonostante le difficoltà e i fallimenti piccoli o grandi che siano, restano fedeli ai valori dell'EdC attraverso la destinazione degli utili a favore di fratelli in difficoltà, per la creazione di posti di lavoro e per la diffusione di una ‘cultura del dare’; e improntano le scelte gestionali al rispetto del cliente, del lavoratore, del fornitore e della società civile.
  3. ritroviamo già ora la presenza della stessa tensione alla comunione e alla fraternità in tante esperienze di economia sociale, civile e solidale nel mondo, un movimento variegato e in continua crescita che dice con vari linguaggi che un’altra via post-capitalistica all’economia di mercato è possibile, se lo vogliamo e ci impegniamo tutti e insieme subito. 
  4. Infine, crediamo che una economia di comunione è possibile perché in ogni uomo e in ogni donna della terra è “iscritta nel profondo del suo essere, credente o non credente che egli sia” la vocazione alla comunione e all’amore, come ci ha detto Chiara Lubich.  Solo una economia di questo tipo può soddisfare pienamente la nostra ricerca della felicità, individuale e pubblica.

CHIEDIAMO
Con questa triplice fede, noi giovani dell’EdC, rappresentanti di migliaia di giovani e di adulti di varie culture, Paesi, religioni, condizioni economiche e sociali, vogliamo anche chiedere dei cambiamenti concreti, qui ed ora.

Negli ultimi anni lo sviluppo economico è stato drogato dal comportamento eticamente discutibile di una finanza senza regole che ha creato danni talmente importanti da mettere a rischio il funzionamento del sistema stesso. Il sistema economico e finanziario occidentale rimane strutturalmente fragile e richiede nuove regole in grado di riportarlo alle sue preziose funzioni per il Bene comune. Per questo noi chiediamo ai governi degli Stati di:

  • coinvolgere la società civile nelle politiche per lo sviluppo iniziando dalla famiglia, valorizzando il lavoro a tempo parziale e quello per la cura dell'infanzia, l'assistenza ai familiari anziani o con disabilità.
  • agevolare fiscalmente il lavoro dipendente, le famiglie con figli minori, la salvaguardia dell’ambiente,
  • scoraggiare, anche con strumenti fiscali, le transazioni finanziarie altamente speculative,
  • combattere l’evasione fiscale, eliminare i “paradisi fiscali” e ridurre le spese militari non necessarie per la sola protezione delle popolazioni.
  • abolire le barriere doganali per i prodotti dei Paesi che rispettano lavoro e ambiente.

110529_SPaolo_Giovani02_ridPer questo chiediamo a tutti i cittadini del mondo, a cominciare da noi presenti qui oggi a San Paolo, che si adoperino con nuova convinzione e nuovo impegno, anche sul piano politico, giuridico, istituzionale, a favore di una economia dove insieme ai co-essenziali principi di libertà e uguaglianza ci sia anche spazio concreto per le sigenze della fraternità tra persono e tra popoli, favorendo con le proprie scelte di consumo e di risparmio quelle imprese eticamente orientate e che investono parte significativa dei loro profitti per il bene comune. L'EdC ci dice infatti che il profitto delle imprese ha una natura e una vocazione sociale.

 L’EdC ha fin dall’inizio attribuito una grande importanza alla formazione di “uomini nuovi”  Per questo noi chiediamo che:

 

  • nei curricula delle scuole primarie e secondarie siano inseriti corsi di educazione all’ambiente, alla legalità, all’educazione alla fraternità e alla mondialità, che favoriscano l’integrazione, la pace, la comunione e l’unità tra i popoli, e così riducano il rischio di future guerre e la distruzione del pianeta.
  • aumentino significativamente gli sforzi da parte delle università dei Paesi con più risorse finanziarie e culturali per dare vita, nel rispetto reciproco, a scambi di docenti con le altre università del Mondo, poiché non c’è futuro per i giovani senza formazione di alta qualità.
  • nelle facoltà di economia e di scienze politiche e sociali sia riconosciuto diritto di cittadinanza all’insegnamento di visioni e teorie economiche diverse da quelle oggi dominanti.

CONCLUSIONE
Noi giovani siamo coscienti di essere la prima generazione nella storia dell’umanità che rischia seriamente e su scala globale di avere un futuro peggiore di quello che hanno avuto i nostri genitori, a causa delle ferite profonde che si sono inferte in questo ultimo secolo all’ambiente, all’aria, all’acqua, alle energie non rinnovabili.

Inoltre, una crescente ideologia individualistica, xenofoba e non solidale si affaccia all’orizzonte della nostra civiltà post-moderna. Al tempo stesso, siamo fiduciosi e certi che la Provvidenza esiste ed opera nella storia, e che anche noi possiamo avere un futuro migliore del passato, e crediamo che l’EdC sia venuta sulla terra, su questa terra brasiliana venti anni fa, anche per alimentare e rendere possibile questa nostra speranza.

Per tutto questo, noi giovani di San Paolo del maggio 2011, con le radici nel 1991, ma più che mai interessati e responsabili per come saranno l’economia e il mondo nel 2031, crediamo che se queste nostre convinzioni, speranze, impegni, desideri saranno condivisi da molti uomini e donne di tutti i continenti, e se i nostri e loro comportamenti quotidiani saranno con essa coerenti, l’aspirazione ad un’economia non solo efficiente e giusta, ma anche fraterna, non sarà una semplice utopia.

Noi partecipanti all’assemblea EdC di San Paolo, quand’anche fossimo i soli, questo ci impegniamo solennemente a fare, stipulando un patto tra di noi, sicuri che tanti altri si aggiungeranno e saranno al nostro fianco, perché siamo convinti che la comunione è la vocazione profonda di ogni persona, impresa, comunità.


Che tutti siano uno”.

San Paolo, 29 maggio 2011

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