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Italia - Bologna, 11/03/2009

Conferenza presso la Facoltà di Economia

“A un anno dalla morte. Eredità e attualità di Chiara Lubich”

Mercoledì 11 marzo 2009 – ore 21
Aula Barilla Facoltà di Economia e Commercio
Piazza Scaravilli 2
40126 Bologna

Relatori:
Piero Coda, teologo – Università Sophia, Loppiano (Firenze)
Vera Negri Zamagni, docente di Storia Economica – Università di Bologna

Moderatrice:
Daniela Sala, redattrice della rivista “Il Regno”

Sin dagli albori del Movimento dei Focolari, nel 1943, a Trento la riscoperta del comandamento nuovo «amatevi come io ho amato voi» (cf. Gv 13,34) ha fatto scaturire la comunione dei beni spirituali e materiali.
icon invito

Da allora la comunione dei beni è diventata prassi vigente nel Movimento dei Focolari: quella comunione dei cuori e dei beni, esempio delle prime comunità cristiane, eco degli insegnamenti di Gesù.

Ed è da allora che ha inizio l'esperienza sorprendente del date e vi sarà dato evangelico: nasce la Cultura del Dare. Da questa esperienza matura direttamente la convinzione che nel Vangelo vissuto vi sia la risposta in nuce ai grandi problemi individuali e sociali.

E' questo un fatto di enorme importanza e ricco di conseguenze, tanto in ambito locale quanto su scala globale. Era il maggio 1991, attraversando la città di San Paolo in Brasile, Chiara Lubich fu colpita nel vedere di persona, accanto ad una delle maggiori concentrazioni di grattacieli del mondo, grandi estensioni di favelas.
Cosa fare? Giunta alla cittadella del Movimento, la Mariapoli Araceli, nei pressi di San Paolo, constata che la comunione dei beni praticata nel Movimento fino ad allora non era stata sufficiente nemmeno per quei brasiliani, a lei così prossimi, che vivevano momenti d'emergenza.

Spinta dall'urgenza di provvedere al cibo, ad un tetto, alle cure mediche ad un lavoro, e con in animo l'enciclica di Giovanni Paolo II Centesimus Annus appena pubblicata, lancia il progetto di Economia di Comunione: «Qui dovrebbero sorgere delle industrie, delle aziende i cui utili andrebbero messi liberamente in comune con lo stesso scopo della comunità cristiana: prima di tutto per aiutare quelli che sono nel bisogno, offrire loro lavoro, fare in modo insomma che non ci sia alcun indigente. Poi gli utili serviranno anche a sviluppare l’azienda e le strutture della cittadella,
perché possa formare uomini nuovi: senza uomini nuovi non si fa una società nuova! Una cittadella così, qui in Brasile, con questa piaga del divario tra ricchi e poveri, potrebbe costituire un faro e una speranza».

L’adesione dei presenti fu immediata: tutti si sentirono coinvolti e si lanciarono nel dare il proprio contributo personale nelle maniere più diverse, attuando con nuovo slancio e radicalità la comunione dei beni vissuta nel Movimento sin dagli inizi. Tutto in comune: soldi, terreni e case, disponibilità di tempo, di lavoro, di trasferimento, offerte di dolore, di malattie… come chi ha dato tutti i suoi risparmi, 4.000 dollari, «perché facciano parte di questo oceano d’amore, come una
goccia d’acqua…e Dio trasformi questo sogno in una grande realtà che illuminerà l’inizio del Terzo Millennio».

Il ‘sogno’ di allora è ormai una realtà: molte aziende sono nate e non solo in Brasile, ma in molti Paesi del mondo, imprese già esistenti hanno fatto proprio il progetto, promovendo un nuovo stile di gestione aziendale e di destinazione degli utili.

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