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Lingua: ITALIANO

Undici nuove tesi di laurea

Undici nuove tesi EdC

di Antonella Ferrucci
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.30 - dicembre 2009

n28_pag._11_antonella_ferrucciSono 11 le nuove tesi di Laurea che presentiamo in questo numero. Fra queste, 5 sono lauree di primo livello, 1 è una tesi quadriennale vecchio ordinamento, 4 di specializzazione e 1 è una tesi di dottorato. Quest’ultima è anche la prima tesi su EdC discussa in Russia. è presente anche, per la prima volta, una tesi polacca. Le tesi descritte sembrano avere quasi un unico filo conduttore, quello dei beni relazionali e del nuovo tipo di governance che diventa esplicito per chi vive radicalmente EdC. Due diverse tesi analizzano il particolarissimo caso aziendale rappresentato dal Consorzio Tassano. Una tesi affronta l’originale approccio che EdC ha nei confronti della povertà, rispetto agli altri modelli economici.

 

 

N30_Paola_Salari

Paola Salari

I beni relazionali nella teoria economica

Laurea di primo livello in Economia

Università “L. Bocconi” (Milano), 7 Ottobre 2006, lingua: italiano
Relatore: Luigino Bruni

Paola Salari - e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

L’obiettivo della tesi è quello di approfondire il concetto di “bene relazionale” dal momento in cui esso è comparso per la prima volta nel dibattito economico, fino ai suoi più recenti utilizzi e capire le novità principali che tale concetto apporta alla teoria economica.

E’ evidente l’importanza fondamentale che i beni relazionali rivestono nella società sia a livello micro che macro. Infatti, pur essendo senza dubbio difficile analizzare in modo rigoroso e quantificabile tali “beni intangibili” che si creano nelle interazioni tra gli agenti, è uno sforzo necessario data l’importanza che gli aspetti relazionali hanno assunto in un’economia in cui va crescendo il peso del rapporto uomo-uomo. Quanto emerge in maniera chiara dalle teorie degli autori considerati, infatti, è che, nonostante non siano inclusi nel calcolo del PIL, i beni relazionali svolgono un ruolo fondamentale nella produzione del benessere sia individuale che collettivo.

N30_Enrico_BernardiniEnrico Bernardini

Impresa: dall’esperienza “passata” ad un progetto di economia di comunione per il futuro

Laurea di primo livello in scienze economiche

Università Tel. G. Marconi, 3 Dicembre 2007, lingua: italiano
Relatore: Prof. Nunzio Casalino

Enrico Bernardini - email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Scopo della tesi è presentare il progetto dell’Economia di Comunione (EdC), nato in Brasile nel 1991, che propone un nuovo agire economico improntato alla “cultura del dare”. Si tratta di un nuovo stile economico che, a livello di organizzazioni produttive, si esprime nel voler coniugare il rispetto delle regole e dei valori dell’impresa con altri valori, motivazioni ed obiettivi, sintetizzabili come cultura della comunione nella libertà. Gli obiettivi dello studio sono identificabili nell’approfondimento della proposta e nella verifica dell’effettiva assunzione di responsabilità sociale, studiando in particolare gli strumenti utilizzati per comunicarla ai vari stakeholder.

N30__Ausilia_RoccasalvaAusilia Roccasalva

Sviluppo locale e reciprocità: il caso del Polo industriale Lionello Bonfanti

Laurea di secondo livello in Studi Europei

Università degli Studi di Palermo, 13 Marzo 2008, lingua: italiano
Relatore: Prof. Alberto Tulumello

Ausilia Roccasalva - email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

La tesi pone al centro della riflessione una particolare categoria di beni del sistema economico, i “beni relazionali”. Sono beni che nascono da atteggiamenti disinteressati e che, nonostante non siano misurabili, spesso incidono nel determinare il successo di un sistema economico. Da qui l’analisi sullo sviluppo locale e in particolare sui distretti industriali e i poli industriali come forme di sviluppo che mettono al centro la relazionalità. Il progetto EdC si fonda su questa intuizione, ma fa un passo in più, in quanto individua nella comunione la strada per ridurre le disuguaglianze sociali.

N30_Tatiana_MinakovaTatiana Minakova

La strategia di sviluppo delle piccole e medie imprese in condizioni di orientamento sociale

Dottorato in Economics and National Economy Management

Moscow State Forest University, 2 Settembre 2008, lingua: russo
Supervisore: Prof. Dr. N. Medvedev

Tatiana Minakova - email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Uno dei obiettivi principali della ricerca è quello di sviluppare i punti essenziali teorici e le raccomandazioni pratiche che assicurano lo sviluppo strategico delle imprese socialmente orientate. In seguito allo studio è stata proposta e validata una strategia di sviluppo delle piccole e medie imprese dell'industria forestale e del legno socialmente orientate, e sono stati anche proposti dei metodi per il miglioramento del sistema di formazione del personale in ambito forestale tenuto conto di differenti parametri qualitativi e dell’incremento dell’impatto sociale delle piccole e medie imprese. Gli studi teorici, le raccomandazioni pratiche e gli strumenti metodologici sono stati sviluppati con particolare riferimento al territorio di Ostashkov, nella regione di Tver (Federazione Russa).

N30_Daniela_PonzoniDaniela Ponzoni

La comunicazione d’impresa: un bene relazionale. Esperienza delle aziende di EdC

Laurea di secondo livello in Scienze della formazione

Università Cattolica Sacro Cuore di Milano sede di Piacenza, 7 Ottobre 2008, lingua: italiano

Daniela Ponzoni - e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Oggi come oggi siamo soliti utilizzare in modo errato come sinonimi parole che sono diverse tra loro: comunicare e informare, ascoltare e udire. Nell’informazione c’e il semplice passaggio di informazioni, mentre nella comunicazione ciò che conta è non solo il messaggio ma anche la volontà di chi parla di trasmettere qualcosa di sé. Oggi comunicare è difficile in ogni ambito, in particolar modo sul posto di lavoro, giacché si pensa che sia qualcosa di superfluo, un di più che apparentemente non da profitto alcuno. Invece se sì “perdesse” più tempo nel comunicare attentamente si potrebbero ridurre quelle situazioni di tensione, e quelle incomprensioni che originano le vere “perdite” di tempo.

Per verificare la mia ipotesi di ricerca: ossia che la comunicazione può influire sul clima aziendale ho deciso di prendere in esame alcune aziende dell’Economia di Comunione. L'analisi dei dati raccolti ha permesso di individuare con chiarezza l'importanza attribuita alle attività di comunicazione e, più in generale, ai cosiddetti beni relazionali da parte delle stesse imprese. Lo stile gestionale delle imprese afferenti all'Economia di Comunione è risultato infatti essere caratterizzato da una particolare attenzione rivolta al clima di lavoro ed al "fattore umano", con conseguente specifica attribuzione di rilievo alla cura del personale ed alla comunicazione.

N30_Rosangela_CalziaRosangela Calzia

Aziende dell’EdC: semi di fraternità nella gestione del mercato nel terzo millennio

Laurea di primo livello in Economia Aziendale

Università degli Studi di Genova, 4 Novembre 2008, Lingua: Italiano
Relatore: Prof. Federico Fontana

Rosangela Calzia - e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

è stata presentata una nuova idea di economia che a differenza di quelle finora conosciute (es. economia di stato, economia di mercato, comunismo, capitalismo, ecc.) privilegia i rapporti tra i vari soggetti interessati (in primis i bisognosi) puntando sulla collaborazione, la fraternità, la condivisione, la comunione. In altre parole l’uomo ridiventa, così, protagonista ed opera nell’ottica del bene comune alla ricerca del raggiungimento degli obiettivi sopraccitati. In particolare è stata analizzata un’azienda di EdC, il “Consorzio Tassano”, e si è evidenziato come sia possibile mettere in pratica questo nuovo modello di economia ed ottenere nel contempo, risultati concreti in termini evangelici (rispetto della legalità, dell’ambiente, dei concorrenti, del personale, mutua assistenza tra gli associati, inserimento e crescita personale dei diversamente abili, ecc.) senza penalizzare il funzionamento dell’attività ed il raggiungimento del risultato economico.

N30_Jadwiga_PtaszynskaJadwiga Ptaszyńska

La strategia competitiva della Complex Project Ltd che aderisce ad EdC

Master in Economics

The Poznan University of Economics, 19 dicembre 2008, lingua: polacco
Supervisore: Prof. dr. hab. Józef Orczyk

Jadwiga Ptaszyńska - e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Scopo di questa tesi era verificare la possibilità di applicare i metodi tradizionali di analisi della competitività strategica alle imprese che appartengono al progetto di EdC. Ci siamo concentrati sul caso di studio della Complex Project Ltd, la cui analisi secondo le 5 forze evidenziate da Porter, tradizionalmente utilizzate in questo genere di analisi, fornisce un tipo di visione completamente differente rispetto a quella tipica dell’EdC. Lo stesso può dirsi della valutazione di attrattività. Mentre gli strumenti tipici dell’analisi SWOT/TOWS possono rivelarsi interessanti e fornire utili informazioni circa i cambiamenti funzionali dell’impresa e delle sue strategie.

N30_George_CallejaGeorge Calleja Gera

Le imprese EdC aderiscono nella pratica ai principi ed valori del progetto?

 

Laurea di secondo livello (Master - MBA)

Università di Leicester, Gennaio 2009, lingua: inglese
Supervisore: Dr. Warren Smith

George Calleja Gera - e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Obiettivo della tesi era verificare se effettivamente le imprese di EdC aderiscano ai principi e valori che le sono propri. In particolare sono stati individuati tre principi fondamentali tra quelli proposti dall’EdC e cioè: la distribuzione di profitti ai poveri, il miglioramento delle relazioni con i dipendenti e l’adeguamento delle pratiche manageriali al framework intepretativo dell’EdC.
A seguito dell’analisi di tredici realtà imprenditoriali dell’EdC abbiamo elaborato tre raccomandazioni a riguardo: la prima, sarebbe necessaria un’analisi da parte di qualificati esperti e contabili affinché si possano valutare le ragioni di una sotto contribuzione di queste imprese al progetto. La seconda, è auspicabile un maggior coinvolgimento dei dipendenti rispetto ai valori e alle finalità del progetto. La terza, andrebbe migliorato il livello di qualificazione dei manager operanti in queste imprese.

N30_Luisa_ColucciLuisa Colucci

Sviluppo e Solidarietà: il caso dell’Economia di Comunione

Laurea quadriennale in Economia Aziendale

Università degli Studi di Napoli “Federico II”, 24 Marzo 2009, lingua: italiano
Relatore: Prof. Raffaele Sibilio

Luisa Colucci - e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

L’obiettivo generale della ricerca era quello di approfondire gli aspetti che caratterizzano la vita delle aziende che fanno parte del Polo industriale italiano e che si ispirano ai principi dell’Economia di Comunione.
Nello specifico si è voluto: conoscere l’organizzazione nei suoi aspetti di Comunione; rilevare i vari comportamenti emergenti tra i dipendenti, fornitori, i clienti, le istituzioni; analizzarne i valori principali.
Nelle conclusioni vengono delineati i punti di forza e di debolezza, le luci e le ombre dell’EdC e dei Poli produttivi, gli strumenti da adottare e le azioni da porre in essere per il coinvolgimento degli operatori.

N30_Paolo_ImpagliazzoPaolo Impagliazzo

Profili Gestionali ed organizzativi dell’Economia di Comunione: il caso del Consorzio Tassano

Laurea di primo livello in Economia Aziendale

Università degli Studi di Napoli “Parthenope”, 27 Aprile 2009, lingua: italiano
Relatore: Prof. Federico Alvino

Paolo Impagliazzo - e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Il lavoro è strutturato in tre parti: la prima illustra le origini, l’idea di fondo,  gli obiettivi e le linee guida da rispettare per il raggiungimento degli obiettivi previsti dal progetto; la seconda analizza il funzionamento interno di tali aziende e come queste si differenzino dalle altre presenti e competitive sul mercato. Si fa menzione in particolare dei Poli Produttivi, comunità di aziende diverse dai distretti industriali. Inoltre viene presentato il metodo RainbowScore utilizzato per quantificare e dare importanza al valore prodotto dal singolare stile di gestione di queste imprese, non sempre considerato; la terza parte analizza il caso aziendale del Consorzio “Roberto Tassano”, Consorzio di  Cooperative sociali e testimonianza di realizzazione piena nell’adesione al Progetto di EdC.

N30_Marianna_PalaroMarianna Palaro

Economia di Comunione: una proposta innovativa di governance

Laurea di primo livello in Economia Aziendale

Università Cà Foscari (Venezia), 30 Giugno 2009, lingua: italiano 
Relatore: Prof. Marco Vedovato

Marianna Palaro - email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

La tesi si focalizza sulla descrizione del progetto di Economia di Comunione cercando di far cogliere al lettore come tale progetto possa influire sul cambiamento della governance aziendale; la quale, può diventare mezzo per risolvere i problemi del mondo globalizzato. Lo studio ha offerto un'ampia panoramica sul progetto EdC permettendo di cogliere gli aspetti salienti del fenomeno Economia di Comunione. Tale progetto è in grado di lanciare sfide interessanti, a livello di governo d'impresa, a tutti coloro che intendono aderirvi affrontando un percorso di transizione o costituendo ex-novo un’azienda orientata ai valori EdC. Si evidenzia, inoltre, come tale progetto possa essere uno strumento utile nella risoluzione di problemi provenienti dalla globalizzazione.

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