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La stella polare dell’impresa EdC

Percorsi di cultura e struttura organizzativa nelle imprese di EdC

La stella polare dell’impresa EdC

di Giuseppe Argiolas
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.30 - dicembre 2009

N30_Giuseppe_ArgiolasSe prendiamo in considerazione l’evoluzione delle teorie del management, emerge con chiarezza quanto esse siano state e siano influenzate, nella costruzione teorica e nella pratica operativa, da una ben precisa prospettiva culturale. Se in ogni periodo storico è emerso un “modello manageriale” dominante, non sono mancate le eccezioni che hanno proposto soluzioni innovative e, in qualche modo, alternative.

Il contesto storico in cui viviamo, proprio perché caratterizzato da profonde criticità, può costituire un momento privilegiato per mettere in discussione il modello attualmente dominante, o più precisamente per una ricerca autentica di ciò che l’impresa può e deve essere nelle sue relazioni con tutte le persone ed organizzazioni che sono, in diversi modi, ad essa collegate.

Di fatto la crisi che attraversa l’economia dei giorni nostri è più profonda di quelle viste in passato perché è di natura culturale, sociale e relazionale, e la difficoltà nel trovare ad essa risposte adeguate trova origine nella stessa crisi della cultura dell'occidente che contiene una profonda domanda di senso.
Per questo l’operare delle persone nelle organizzazioni costituisce la questione di fondo che il management deve, oggi più che mai, saper considerare. Occorre trovare delle vie concrete per raggiungere questo obiettivo, proiettandosi verso il perseguimento di un successo a più dimensioni, in cui la persona e le sue relazioni siano poste al centro dell’agire dell’impresa e nell’impresa, interiorizzando uno stile di management che metta al vertice del proprio operare la relazione.
Dalla pratica operativa di imprese ed organizzazioni animate dalla cultura di comunione che caratterizza l’EdC emergono diversi elementi (aspetti, pilastri e strumenti) che, correlati in modo sistemico, costituiscono un modello di management per imprese di comunione.
Se infatti la comunione può essere vissuta a tutti i livelli ed in tutti gli aspetti ed espressioni dell’essere impresa1, si evidenzia come per raggiungerla pienamente sia necessario impostare le relazioni sul dialogo, la fiducia e la reciprocità, quali veri e propri pilastri dell’edificio mana-
geriale dell’EdC.
Di fatto, però, essa non si costruisce una volta per tutte; ecco dunque l’importanza di attivare strumenti quali il Patto sulla Missione d’Impresa, la comunione delle esperienze, la verifica ed il colloquio, considerati come dei veri e propri processi facilitatori per far sì che la comunione divenga la “stella polare” nel dirigere e gestire l’impresa. 
L’impresa di comunione dimostrerà di essere coerentemente tale, se riuscirà a mettere al cuore della propria azione, del proprio modo di essere, la centralità della persona e il bene comune. Questa opzione che potrà sostanziarsi di una molteplicità di significati ed espressioni, dovrà puntare senz’altro, sulla qualità delle relazioni che essa sviluppa al suo interno, come all’esterno, con l’ambiente in cui è inserita e con quello più ampio, a livello mondiale, di cui si sente parte.

In questo modo darà alla propria azione un ruolo che si espande ben oltre il suo stesso essere semplicemente impresa, ampliandone il senso, la mission, o meglio rispondendo pienamente alla vocazione comunitaria che scaturisce direttamente dalla sua stessa natura ed offrendo un contributo concreto e visibile alla diffusione della cultura di comunione su scala planetaria e con essa di un nuovo modo di essere impresa.

1 Cfr. Le nuove linee guida per condurre un’impresa di Economia di Comunione in Economia di Comunione, una cultura nuova, n. 28/Dicembre 2008, Città Nuova, Roma.

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