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Dialogo con i lettori

Dialogo con i  lettori

Il dono di un lavoro
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.30 - dicembre 2009

La mia famiglia ha avuto diverse crisi finanziarie e solo grazie al contributo ricevuto da EdC per le tasse universitarie ho potuto continuare a studiare, ed adesso mi serviva un lavoro ...Nel giugno 2008 mi iscrivo malgrado le difficoltà ad un concorso federale per un posto a Salto, la mia città, che prevedeva esami nella capitale: avevo partecipato anche ad un altro concorso e  gli esami venivano fissati proprio lo stesso giorno. Così avrei dovuto sostenere al mattino un esame a Salto e nel pomeriggio nella capitale a 110 km di distanza.

Al mattino mi sarei stancata e nel pomeriggio non avrei reso molto, ma ho studiato tantissimo ed il grande giorno è arrivato, sono andata all'esame fiduciosa: terminata la prova, sono uscita "volando" per la capitale, dove sono arrivata con mezz’ora d'anticipo.

A fine giornata ero serena e disposta ad accettare quanto Gesù mi avrebbe mandato. In cuore però gli dicevo “chissà, se passassi almeno uno dei due… Tu sai quanto ne ho bisogno!".

Dopo mesi finalmente è arrivata la risposta. A Salto sono arrivata quinta, mentre nel concorso federale ero ammessa, come prima classificata, alla seconda fase, che consisteva nel presentare  titoli e curriculum: avendo pochi pun-ti, alla fine sono risultata terza.

Il giorno della Natività di Maria, l'otto settembre, Le ho chiesto: “Ti chiedo l'impossibile, Mammina mia... vorrei iniziare l'anno con un nuovo lavoro! Tu sai quanto ne ho bisogno per aiutare la mia famiglia!”. Il 23 dicembre ricevo una telefonata da S. Paolo, che mi comunicava che ero la prima in lista per il posto di assistente amministrativa.

Avevo ricevuto il centuplo, il mio regalo di Natale! Appena ho iniziato a lavorare ho chiesto di destinare quanto ricevevo da EdC ad un’altra persona che ora ne aveva più bisogno, certa che anche lei sperimenterà il centuplo!

Renata Maciel
Salto, Stato di San Paolo, Brasile


L'asado del venerdì

Nel 2004 Mario proponeva a Milton, allora suo dipendente, di creare assieme una impresa edile, in cui adottare il modo di lavorare, il rispetto delle regole e la concezione della gerarchia propri delle azien-de di Economia di Comunione: nasceva così la “Domus Aurea” che oggi ha 13 dipendenti.
“Siamo partiti facendo un patto”, dicono Mario e Milton, "mettere in pratica l’EdC e fare in modo che il nostro Socio Occulto, Gesù fosse sempre fra di noi.

Nel tempo l’azienda è cresciuta: risparmiando abbiamo acquistato macchinari e creato un fondo per gli imprevisti che ci ha sostenuto nei momenti difficili.Cerchiamo di creare attorno a noi un ambiente sempre sereno e cordiale, mettendo al centro la “persona”: i nostri operai si rendono conto che c’è qualcosa di diverso nella nostra azienda, e quando ci chiedono noi gli spieghiamo cosa c’è sotto".

Nella “Domus Aurea” i gruppi di lavoro hanno come capi squadra Carlos e Rodolfo: quest'ultimo da tempo sognava di avere una moto, perché veniva al lavoro da lontano in bicicletta: appena se n’è presentata l’occasione, congli utili dell’azienda gli abbiamo fatto un prestito, che poi ci ha restituito nel tempo, che gli ha consentito di acquistare la moto.

Mario e Milton hanno poi sentito di dover verificare quali erano davvero i rapporti tra tutti, così hanno riunito i dipendenti perché ciascuno si potesse esprimere serenamente: da quell'incontro è emersa la necessità di un dialogo più costante, così è nata la consuetudine, diremmo quasi il rito, al momento del pranzo del venerdì di consumare assieme l'asado.Tutti siamo consapevoli che nel pomeriggio dobbiamo ancora lavorare, così quando andiamo a comperare le bibite, di birre ne prendiamo al massimo due per otto persone!

Dalla “Domus Aurea”
di Montevideo – Uruguay

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